La storia delle cartiere lungo il Toscolano, un patrimonio di tutti

La storia delle cartiere lungo il Toscolano, un patrimonio di tutti
Ci sono tante storie che si possono incontrare sul lago di Garda, alcune di esse scorrono lungo i sentieri, lungo le mulattiere e con un po’ di immaginazione si può provare ad ascoltare il suono sordo delle slitte e carrette che trascinavano legnami e olive verso i paesi e frantoi vicini.
Altre storie invece hanno un suono diverso, più “zen” possiamo dire…è il suono dell’acqua che scorre; un suono che, entrando nella forra del torrente Toscolano, si mescolava al rumore e cigolio delle “ruote” in legno, azionate come fossero mulini, in grado di generare quella forza naturale necessaria al funzionamento meccanico delle cartiere.
E’ proprio la Valle delle Cartiere, lungo il torrente Toscolano, una di quelle tante storie gardesane ed epopea di un tempo passato, che hanno segnato un territorio, genti e culture, tanto che oggi possiamo considerare questa valle tra le principali “testimonianze materiali aventi valore di civiltà”.
Se la prima cartiera di cui si ha notizia scritta risale al 1381, c’è da dire che questa attività è poi velocemente cresciuta tanto che, già nel secolo successivo aveva preso abbondantemente piede nella valle, con tante piccole cartiere, createsi lungo le sponde del Toscolano.
Questo nonostante i sentieri impervi e stretti, collegati da piccoli ponti in legno che, attraversando il torrente, caratterizzavano questa valle almeno fino al 1871, quando venne infine costruita la prima strada.
Le cartiere hanno vissuto una loro “golden age” durante la dominazione della Serenissima Repubblica di Venezia, tra il XV e il XVI sec, diventando il primo fornitore per la carta da stampa di Venezia, espandendosi anche in oriente.
Questo fu possibile sia per la perizia e competenza dei mastri cartai, che avevano già certamente una tradizione secolare alle spalle, quanto per il clima che ancora una volta, come fu per l’olivo-coltura, garantì le migliori condizioni possibili anche per la produzione della carta.
Nell’800 l’attività delle cartiere cominciò lentamente ad andare in declino e nel 1962, infine, l’ultima cartiera della valle del Toscolano cessò la sua attività.
Ma la storia, soprattutto quando è stata così importante e caratterizzante per un territorio, non tramonta mai…infatti la zona resta una delle più belle e importanti testimonianze di archeologia industriale del nord Italia.
Questa storia non è possibile riassumerla adeguatamente in un post e non è certo questa la mia intenzione ma piuttosto, riflettendo, trovo sia l’ennesima dimostrazione di quanto questo territorio gardesano sia stato e sia ancora ricco di risorse; ha offerto le migliori condizioni per tantissime attività che hanno, a loro volta, generato e consolidato comunità di genti, tradizioni, mestieri…
Il Museo della Carta di Toscolano Maderno quindi vi aspetta: www.valledellecartiere.it e sarà anche l’occasione di visitare un contesto ambientale affascinante, caratterizzato da Ulivi, Lecci, Querce, piante di Alloro, Alaterno…